Riguardo all’inquinamento, in questo momento presi dall’ondata di epidemia da coronavirus, altre scoperte importanti sono venute a galla..  Una nuova ricerca basata sull’analisi ambientale rivela come il tempo per salvare l’ecosistema Terra stia scadendo. I dati procurati rivelano quanto sia drastica la situazione. Più di quanto pensassimo! Tra l’altro l’inquinamento atmosferico è, ad oggi, trasportatore del coronavirus.

  <<Più mappiamo e analizziamo, più scopriamo che le condizioni attuali del pianeta, dalle calotte glaciali, alle zone umide, passando per le foreste, sono terribili.>>

Spiegano, quante siano le grandi aziende attrezzate e pronte a sviluppare soluzioni sostenibili. Manca solo la condivisione di tali azioni con i governi. Ora, più che mai, bisogna iniziare a portare avanti certe iniziative. Attualmente stiamo notando come le decisioni dei governi riguardo alla sanità siano rapide e particolarmente sofisticate. Imparare da questo momento è la cosa milgiore.

Nel settore ambientale dovrebbero agire alla tal maniera.

Analisi -> dati -> soluzioni -> azioni.

 

A Bergamo, una delle città più colpite dal virus , hanno fatto diversi studi comparativi durati tre settimane su campioni d’aria. Confermando i sospetti: il SARS-CoV-2 è trasportato dalle polveri sottili PM10. Niente di inventato, l’idea che l’inquinamento da particolato sia facilitatore delle infezioni non è nuova, a partire da polmonite e morbillo. Non essendo, però, certi del pericolo che causa l’inquinamento atmosferico accompagnato da questo coronavirus -“Nella fase due è necessario mantenere basse le emissioni atmosferiche per non rischiare di favorire il potenziale virale del virus”- dice Pescitelli (Vicepredisente SIMA). Manteniamo il controllo, per quanto si possa evitare viaggi inutili, preferiamo la bicicletta per il bene di tutti. Cerchiamo ognuno di fare qualcosa, partendo dal canto nostro.